IL MONDIZIO DELLA STORIA
Sodoma & Gomorra
ott 25, 2009 di LupadiNazareth [588 letture]
Politica

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Mi sta proprio piacendo la svolta godereccia dello scenario politico italiano, questo clima da Sodoma & Gomorra in cui non contano più i programmi elettorali, ma i programmi “erettorali” (se mi si passa il neologismo).
Abbiamo iniziato con Sircana, portavoce di ei-fu-Prodi, che chiedeva indicazioni stradali ad un trans, e tutti subito a malignare, oh a voi non è mai capitato per strada, di notte, di avvicinare un trans e chiedere chessò: “Scusi, sa dov’è Via della Scrofa?”. Poi è naturale, lo fai salire perché l’indicazione è stata “così” esaustiva che mica puoi lasciarlo per strada.
E giù tutti a malignare.
Poi c’è stato il divorzio/matrimonio di Fini nel 2007, molto più sobrio, che era stato anticipato da qualche pettegolezzo che lo vedeva coinvolto sentimentalmente alla Prestigiacomo, insomma da vero maschio italico lui non chiede indicazioni per strada ai trans, ma ai picchiatori.
A seguire Berlusconi, il solito mitomane, ci ha trascinati in un vortice di escort, festini, cocaina, mignotte e papy in cui rimbalzavano da un giornale all’altro le disperate lettere della moglie (o ex moglie?), Veronica Lario, che si raccomandava le corna ai direttori di giornali.
E a questo punto a sinistra si poteva essere da meno?
No. Io me li vedo lì a scervellarsi di notte, a telefonarsi tutti i membri del partito:
- Ma come possiamo fare Massimo? Quello ci ha tirato fuori una vagonata di bottane non possiamo competere –
- Pierluigi, non ti abbattere, troveremo qualcosa. Ora chiamo Dario e gli chiedo un consiglio –
- Io non lo so, non possiamo manco tirare fuori un gay perché ormai va di moda, pure che la Rosy è lesbica alla  fine se l’aspettano tutti –
- Una liasonne con la Carfagna? –
- E figurati, è come infilare un wurstel nelle grotte di Frasassi! –

La puntata zero l’aveva girata Lapo Elkann con la regia di Fabrizio Corona, quando s’è fatto ritrovare pieno di cocaina come una zucchina, in coma… e con un transessuale, tale Patrizia. E visto il successo mediatico di questo numero pilota, l’illuminazione alla fine è arrivata.
Piero Marrazzo, governatore della regione Lazio, nonchè paladino dei diritti negati in tv, non solo si fa beccare con un trans, tale Natalie o tale Brenda non si sa, ma addirittura si fa ricattare da quattro poliziotti! E’ proprio il caso di dire: PèèèPèèèPèèèèè!!! PèèèPèèèPèèèèè!!!

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Mi piace troppo questa “inversione” di tendenza della politica italiana, dimmi dove lo metti e ti dirò chi sei. La destra va a mignotte, la sinistra coi trans. Mi pare politically correct.
Ora, da Marrazzo, guerriero di libertà, con quegli occhietti vicini che quando conduceva Mi Manda Raitre lo troncava furbescamente nel di dietro di sedicenti agenzie di viaggio, di imprenditori subdoli, di aziende fantasma… ecco dicevo, mi sarei aspettata che salisse sulla scrivania del magistrato è dicesse: E porca troia sììì!!! Vado coi trans!!! Non è un reato!!!
E invece no, lui dice: ho commesso un errore, una debolezza, acciderbolina, mi dimetto… sai com’è.
A questo punto si impone un po’ di dietrologia (non fate battute sconce), perché a quanto pare in Parlamento esiste una classifica coitandi, per cui in base  a dove lo metti (o lo prendi) devi o non devi dare le dimissioni, vediamola nel dettaglio:
1. Bocca, tette, mani (no dimissioni)
2. Vagina (no dimissioni, anzi, in fondo pure Michael Douglas e Clinton)
3. Retto (ahi ahi ahi, e non è solo un’onomatopea, lì è dimissioni subito)

Questo brevissimo schema ci fa capire che il culo non è ancora stato sdoganato presso il Parlamento italiano, per questo speriamo che l’apripista Marrazzo spalanchi a tutti i deputati le oscure gioie dell’amore rettale. E siccome pare ci siano numerosi altri video di parlamentari & affini che si intrattengono piacevolmente coi trans, ci sembra giusto equiparare il retto all’imene, il quale nel nostro ordinamento giudiziario è stato protagonista di diverse sentenze ed esiste addirittura tutta una letteratura giuridica in merito (vedi ad esempio: la rilevanza giuridica del metus nella consumazione del matrimonio, ndr).
Quindi, perché il culo no? Perché il culo deve essere discriminato? Perché non possiamo inserire la culofobia come aggravante penale?

Chi ha davvero paura del culo?

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